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Rassegna Stampa
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EMICRANIA - L’APPROCCIO GLOBALE: FARMACOLOGIA, AGOPUNTURA E POSTURA
Abbiamo intervistato il Dott. Rossato Massimo di Padova perchè ci presenti la sua nuova proposta di approccio terapeutico al mal di testa.
Una percentuale variabile tra il 12 e il 14% della popolazione italiana soffre di mal di testa, quindi circa 1 persona su 7, sono soprattutto le donne, tra i 25 e i 50 anni, ad essere colpite, ma circa l’80% delle persone ha avuto nella propria vita, almeno un attacco di cefalea.
Il costo annuo sociale è enorme: circa 600 euro l’anno per ciascun paziente.
L’emicrania è il più diffuso tipo di cefalea, ovvero di “mal di testa” e molto spesso è, come dice la parola, un dolore che colpisce solo la metà della testa.
Il dolore è di tipo martellante, pulsante, come il battito cardiaco, molto forte, aumenta con il movimento, con ogni sforzo fisico, abbassando il capo come
per legarsi una scarpa, con il ponzamento in bagno, tossendo o starnutendo.
La relazione fra questi stimoli e l’aumento del dolore sta nella stretta correlazione tra questo tipo di cefalea ed il sistema vascolare cerebrale e precisamente nella vasodilatazione delle vene di quella membrana che avvolge il cervello detta meninge. Il meccanismo inizia molto spesso o con un segnale umorale (alterazione del livello di serotonina e/o dei recettori specifici di questo neurotrasmettitore a livello trigeminale) o con una vasocostrizione che provoca la liberazione di sostanze vasoattive; queste stimolano la vasodilatazione che probabilmente favorisce la fuoriuscita di plasma dai vasi ed altre sostanze.
Dato che l’espansione di questi distretti non è libera,infatti il cranio è una scatola chiusa, si ritiene che vi sia una sollecitazione delle fibre del dolore; ed ecco che si comprende la sede del dolore: la componente neurovascolare meningea della zona temporale del cervello.
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A propendere per la causa da alterazione del neurotrasmettitore sta il fatto che l’emicrania può essere preceduta da un’aura, ovvero da sensazioni sensoriali che quasi inevitabilmente portano poi alla comparsa del dolore. In seguito, come detto, compare il dolore, ovvero la crisi: il dolore dura solitamente da 4 ore a massimo 3 giorni, poi scompare, per ricomparire con una nuova crisi.
Può comparire a tutte le ore, ma solitamente compare il mattino al risveglio o poco dopo.
Durante la crisi il malato non può continuare le sue occupazioni o il suo lavoro e trova beneficio nell’isolamento e nel silenzio, perchè i rumori sono amplificati e aumentano il dolore, nel rimanere al buio, perchè anche la luce intensa è dolorosa.
Spesso il paziente è pallido sente freddo agli arti perchè vi è una vasocostrizione generale, vi possono essere nausea, anche con vomito, arresto della digestione e del transito gastrico e/o intestionale. A volte durante o dopo la crisi compare diarrea e aumento della
minzione.
Una recente novità è senza dubbio il fatto che sono stati identificati 3 alterazioni genetiche che sono state messe in relazione all’insorgenza dell’emicrania, ovvero vi sarebbe una predisposizione genetica nei figli di genitori emicranici all’insorgenza della malattia. In particolare uno di questi geni sarebbe legato al cromosoma x e quindi spiegherebbe perché ne è colpita con maggior frequenza la popolazione femminile.
Quando una persona presenta questi sintomi si deve recare dal proprio medico curante che la invierà dallo specialista; in particolare potrà avvalersi della consulenza di uno dei Centri Italiani per la cura delle Cefalee.
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A propendere per la causa da alterazione del neurotrasmettitore sta il fatto che l’emicrania può essere preceduta da un’aura, ovvero da sensazioni sensoriali che quasi inevitabilmente portano poi alla comparsa del dolore. In seguito, come detto, compare il dolore, ovvero la crisi: il dolore dura solitamente da 4 ore a massimo 3 giorni, poi scompare, per ricomparire con una nuova crisi.
Può comparire a tutte le ore, ma solitamente compare il mattino al risveglio o poco dopo.
Durante la crisi il malato non può continuare le sue occupazioni o il suo lavoro e trova beneficio nell’isolamento e nel silenzio, perchè i rumori sono amplificati e aumentano il dolore, nel rimanere al buio, perchè anche la luce intensa è dolorosa.
Spesso il paziente è pallido sente freddo agli arti perchè vi è una vasocostrizione generale, vi possono essere nausea, anche con vomito, arresto della digestione e del transito gastrico e/o intestionale. A volte durante o dopo la crisi compare diarrea e aumento della
minzione.
Una recente novità è senza dubbio il fatto che sono stati identificati 3 alterazioni genetiche che sono state messe in relazione all’insorgenza dell’emicrania, ovvero vi sarebbe una predisposizione genetica nei figli di genitori emicranici all’insorgenza della malattia. In particolare uno di questi geni sarebbe legato al cromosoma x e quindi spiegherebbe perché ne è colpita con maggior frequenza la popolazione femminile.
Quando una persona presenta questi sintomi si deve recare dal proprio medico curante che la invierà dallo specialista; in particolare potrà avvalersi della consulenza di uno dei Centri Italiani per la cura delle Cefalee.In città presso la Clinica Neurologica il Prof. Dott. Zanchin ed il Dott. Maggioni ne sono gli esperti dal punto di vista neurologico.
Verranno quindi proposte le indagini più appropiate secondo dei protocolli stabiliti.
Le cure: la cosa più importante è l’alleanza medico - paziente.
E’ fondamentale un trattamento preventivo piuttosto che limitarsi ad assumere farmaci per la singola crisi. Il trattamento preventivo ha lo scopo di ridurre il numero delgli attacchi mediante un programma articolato di interventi.
All’inizio vi è un percorso diagnostico per una valutazione globale del paziente.
Bisogna escludere patologie organiche o funzionali correggibili; poi si affrontano i problemi della postura e quindi degli errori del sistema neurofisiologico di ingresso dei segnali al cervello: ovvero del sistema tonico posturale, in primis dei propiocettori e degli endocettori.
Assieme alle cure classiche si sono ormai affermate le metodologie non convenzionali, come l’agopuntura che è la più importante.
Il cibo: anche l’alimentazione gioca un ruolo interessante, in quanto vi sono dei cibi che possono indurre l’emicrania perché il più delle volte hanno una azione
vasoattiva.
L’alcool etilico che è un vasodilatatore è spesso imputato e di più se le bevande alcoliche contengono bisolfito (come nel caso di certi vini). I cibi contenenti tiramina e dopamina come i formaggi, specie quelli stagionati.
Il caffè , in quanto l’assunzione determina uno stato di vasospasmo continuo, la cui assuefazione porta ad una sindrome da astinenza, quando interrotto, che si manifesta con vasodilatazione e quindi emicrania.
Il glutammato monosodico, presente nel dado da brodo, in molte salse, e nella cucina cinese è un potente vasoattivo. I nitrati ed i nitriti che sono contenuti nei salumi e nel cibo conservato, affumicato
o salato sono vasodilatatori. La nicotina che ha una azione vascolare diretta.
Infine un elenco di cibi a rischio: avocado, arancia, banana, prugna rossa, pomodoro, conserva, patata, lievito di birra, fegato di pollo, birra, cioccolato, fragole.
Tra le abitudini di vita importanti che possono influenzare l’insorgenza dell’emicrania vannopoi ricordati:
- alzarsi tardi il mattino: si chiama “emicrania della domenica” perchè compare la domenica, quando il pazinete si sveglia tardi o cambia delle abitudini di vita, e manca quindi lo stress quotidiano;
- eccessiva esposizione al sole ( in particolare in estate con la testa al sole);
- stare alla luce molto intensa, senza occhiali da sole;
- il digiuno, ovvero la glicemia che si abbassa troppo;
- disturbi della vista, dalla miopia all’astigmatismo;
- il prolungato lavoro o gioco al video del computer.
Vi sono infine stretti rapporti fra l’emicrania e la donna, ovvero gli eventi della vita riproduttiva femminile: ovulazione, ciclo mestruale, gravidanza e menopausa.
Per concludere torniamo all’approccio globale: la ottimizzazione del trattamento è stata trovata mediante una razionalizzazione della s o m m i n i s t r a z i o n e farmacologica, l’adeguatezza del farmaco sintomatico al bisogno, senza automedicazione, per consentire al paziente di continuare la propria attività.
Nella cura delle cause di trigger neurologico: a questo proposito spesso i pazienti riferiscono che la lettura scatena il mal di testa, in assenza di difetti di vista.
Oppure viene prima avvertito dolore al collo ed ai muscoli, al risveglio e poi compaia il “ solito” dolore.
Ed ecco le due novità, che si aggiungono, integrandosi, in sinergia, con le altre cure.
La RIPROGRAMMAZIONE POSTURALE GLOBALE che consiste nel correggere i difetti di occhi, denti, piedi, cicatrici, microgalvanismo e foci attivi. La seconda novità è la cura con l’agopuntura, senza effetti collaterali ed estremamente efficace, così come provato, pubblicato ed accettato anche ufficialmente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
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